DIO DI FRONTIERA
(Repubblica — 27 dicembre 2009 )
Otto parroci di frontiera affidano le loro riflessioni di fine anno a un documento destinato alla comunità credente del Nord Est. «La lettera di Natale» di questi sacerdoti di trincea, tra cui don Andrea Bellavite di Gorizia, fa ancora discutere. La questione? «Non è tanto se credere o non credere in Dio, quanto in quale Dio». «Noi non crediamo - scrivono gli otto - in un Dio bianco, occidentale, friulano-giuliano, neppure "cristiano" quando la sua presenza è pretesa per fondare e legittimare le discriminazioni, la xenofobia, il razzismo, le chiusure etniche, localistiche, identitarie». È un altro il Dio in cui credere: «Quello che ascolta le grida, i gemiti, i silenzi delle persone e dei popoli impoveriti, colpiti, oppressi, sfruttati, crocifissi». - ALESSANDRA LONGO
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