Le riflessioni del nostro Consigliere comunale dopo sei mesi dall'insediamento..
La crisi dell'economia reale, quella che tocca la gente sul vivo, presenta il suo pesante conto proprio in questo periodo, con gli ordinativi drasticamente ridotti, le aziende che cercano uno sbocco alla situazione anche con chiusura di stabilimenti e i posti di lavoro messi in discussione.
Ciò avviene in modo drammatico e senza ammortizzatori reali per l'esercito dei precari, ma anche la dove la cassa integrazione smorza le tensioni, la riduzione del reddito, talvolta ulteriormente gravato dalla necessità di sostenere i figli in cerca di occupazione, si fa sentire.
Questa situazione non può essere affrontata solo con l'ottimismo da taluni sollecitato che con troppa faciloneria, ma richiede un ruolo più significativo da parte degli organismi di governo, anche a livello comunale, anche a Montichiari.
Ci sono aree di intervento che tradizionalmente consentono di agire su questi problemi, a partire dal piano socio assistenziale, a quello per l'attuazione del diritto allo studio, piuttosto che il tema delle tariffe.
Se ben calibrati e finalizzati, interventi di questo genere consentirebbero una diversa incisività nel dare supporto ai cittadini che in vario modo e misura sono esposti a questo fenomeno con il quale temo dovremo convivere per qualche tempo.
Non basta quindi la riproposizione di schemi nati in un contesto ben diverso da quello attuale, e ancor meno servono gli aggiustamenti minimali suggeriti più da equilibri di bilancio che da scelte politiche convinte. Occorre un ripensamento delle priorità, a favore delle nuove esigenze.
La scarsità di risorse forse non aiuta. Ma, come farebbe il saggio ed avveduto “buon padre di famiglia”, si deve intervenire su quei filoni di spesa pubblica che nella situazione data sono meno essenziali (es. rappresentanza, manifestazioni, pubblicazioni promozionali, …).
Perchè gli interventi risultino efficaci occorre anche una maggiore conoscenza ed un monitoraggio più strutturato della realtà economico produttiva del territorio e dei risvolti occupazionali che ne conseguono.
Le situazioni di crisi aziendale devono essere rilevate e comprese, perchè dietro a queste si possono vedere quelle esigenze cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate a dare risposte, anche rappresentandole ai livelli amministrativi superiori dove le competenze non consentono di farlo direttamente.
Ci sono poi gli aspetti connessi allo sviluppo, alle infrastrutture esistenti e in divenire.
Una progettualità chiara su questi temi è altrettanto essenziale per il futuro del nostro territorio, per fornire agli operatori economici elementi di orientamento per uscire dalla crisi attuale, mantenendo le compatibilità tra sviluppo economico e vivibilità
Altro tassello del quadro è il Piano di Governo del Territorio, che dovrà essere approvato entro l'anno, e può essere determinante rispetto a questi obiettivi.
Ciò nonostante non c'è ancora alcuna indicazione su come si intende procedere affinché possa diventare realmente uno strumento condiviso, che recepisca le istanze di tutta la collettività.
Gli incontri sbrigativi del luglio 2008 promettevano l'opportunità di ulteriori e più costruttivi momenti di confronto e di approfondimento. A gennaio 2010 il PGT resta un documento riservato, contrariamente non solo alle promesse ma anche alla logica democratica.
C'è anche tutta la grande partita dell'immigrazione con i risvolti in termini di integrazione, demografia, produttività, legalità e sicurezza.
Tutti aspetti che possono essere affrontati in modo equilibrato e senza alimentare artificiosamente il senso di preoccupazione, di fastidio e di intolleranza utili ad accreditare gli atteggiamenti di pseudo intransigenza da un lato e dall'altro sottovalutare aspetti di illegalità anche nostrana che sfrutta ed alimenta queste situazioni.
Per quanto riguarda la questione ecologica, il PD ritiene che l'utilizzo del territorio debba essere gestito in modo oculato, in quanto risorsa non rinnovabile. Ne consegue che la politica dell'escavazione e del successivo utilizzo delle buche di cava per lo stoccaggio delle varie tipologie di rifiuti, non può essere accettabile oltre certi limiti, e riteniamo che a Montichiari questi limiti siano abbondantemente superati.
Sta prevalendo invece la logica perversa in base alla quale il territorio monteclarense visto che è già inficiato da queste presenze, possa ulteriormente essere usato, se non abusato.
I metri cubi stoccati o già autorizzati hanno ormai raggiunto dimensioni tali che nulla hanno più a che vedere con le richieste del territorio, anche considerando le esigenze sovracomunali o provinciali.
Apprezziamo, anche se attivata con un certo ritardo, la raccolta differenziata più incisiva.
E' presupposto per una gestione concreta e di sensibilizzazione verso la gestione del rifiuto che necessita di una politica di recupero oltre che di riduzione alla fonte.
In parallelo occorre ragionare in termini di presa di coscienza dei singoli territori per attuare il migliore smaltimento, superando le logiche per cui alcune aree debbano più di altre farsene carico giustificando forme di deresponsabilizzazione di chi ne risulta esonerato.
Peraltro, quello che l'opinione pubblica ha recepito come una grande opportunità perchè le cave e le discariche portano denaro fresco nelle casse del comune, si scontra oggi con la realtà di risorse quantomeno scarse, e le conseguenze si evidenziano nella difficoltà di bilancio per sostenere al meglio i servizi, di cui ASSOM, altro tema caldo proposto dalla contingenza amministrativa, è un esempio concreto.
Occorre comunque evidenziare che nella vicenda ASSOM, oltre alla carenza di stanziamenti per coprire il disavanzo, sconta un problema di cattiva gestione che trova le sue radici nella incapacità di chi è stato preposto a queste gestioni secondo logiche più politiche che di competenza specifica.
Le soluzioni adottate per “sanare” la situazione appaiono più dei tecnicismi amministrativo-contabili per riportare la gestione ad una normalità formale, che da sola non rimuove le cause di quanto è successo. Inoltre, senza una strategia che sia stata oggetto di confronto ed approfondimento viene sottratta al controllo del consiglio comunale la gestione dei servizi alla persona, aspetto che fino a ieri veniva sottolineato come scelta qualificante.
Preoccupa come il sistema di assegnazione a società partecipate si presti ad ulteriori esternalizzazioni, che in nome dell'efficienza sottraggono delicate incombenze al controllo dell'organo politico per eccellenza: il consiglio comunale.
I temi in discussione sono molti, ed anche quelli apparentemente più di routine amministrativa, avocati a se dalla Giunta, richiedono di essere seguiti e valutati perchè rappresentano le risposte reali dell'Amministrazione sia alle sollecitazioni della cittadinanza sia in applicazione delle linee guida che la caratterizzano.
Ogni rappresentanza politica deve essere presente in questi passaggi sia per esercitare quel controllo che è tipico delle opposizioni ma anche per essere proattiva sui problemi quando se ne ravvisi la necessità.
Nel confronto politico e amministrativo sembrano emergere talvolta personalismi e posizioni aprioristiche che non sempre afferiscono al merito delle questioni o alla coerenza con una idealità.
La situazione monteclarense vede il PD minoranza nelle minoranze, talvolta ignorato anche nei commenti politici.
Ciò nonostante ritengo che la presenza del Partito Democratico sia un riferimento ineludibile per coloro che credono che anche Montichiari possa avere una amministrazione più aperta al confronto tra le varie espressioni rappresentate in consiglio ed alle esigenze ed ai valori di tutte le persone che vivono il nostro territorio.
Angelo Ferrari – Capogruppo Partito Democratico
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